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In questo momento difficile per tutti noi in cui siamo a contatto tutto il giorno con i nostri quattro zampe, affrontare il tema dell’ansia da separazione diventa molto importante.

Nonostante questa sia una cosa davvero bella, la situazione nasconde delle insidie da non sottovalutare, soprattutto quando torneremo a lavorare e a vivere la vita così come l’avevamo lasciata prima dell’arrivo del covid-19. Analizziamo insieme il problema dell’ansia da separazione che molti di noi dovranno affrontare nel periodo che seguirà l’epidemia e che non dobbiamo sottovalutare se amiamo davvero i nostri cani.

Dobbiamo tenere presente che:

  • ogni cane, così come le persone, ha caratteristiche proprie e può reagire in modo differente ai cambiamenti quotidiani
  • alcuni cani hanno maggiore sensibilità al problema relazionale, e per molti si possono notare situazioni di disagio già nel periodo della quarantena. Altre razze invece sono più predisposte ad essere più o meno “attaccate” al proprio padrone al di là di quanto tempo passiamo con loro.
  • ci sono anche cani adottati o che hanno subito dei maltrattamenti che in questo periodo hanno stretto un maggior legame di dipendenza verso i propri padroni.

Ansia da separazione: i segnali

Ci sono dei segnali, che proveremo a riassumere, a cui bisogna prestare attenzione per capire se il nostro amico a 4 zampe potrebbe risentire o meno dell’ansia da separazione che ci sarà dopo la quarantena:

  • Il cane ci segue in ogni stanza e ha un bisogno costante della nostra presenza. Sembra quasi non essere a suo agio in nessun luogo della casa se noi non siamo presenti. Questo può essere sintomo che il nostro 4zampe non sia in grado di rilassarsi e auto intrattenersi rispetto al periodo prima della quarantena.
  • In casi più estremi possiamo sentirlo guaire, piangere o addirittura ululare, grattare la porta o rosicchiare oggetti in casa.

Cosa possiamo fare?

Qualora il nostro cane abbia dei comportamenti strani possiamo:

  • Attivarci per fare degli esercizi propedeutici, nel caso di leggeri segnali da separazione.
  • Rivolgerci a dei professionisti del settore qualora il cane abbia sviluppato una problematica complessa e radicata.

Nel caso in cui i comportamenti siano lievi possiamo adottare degli accorgimenti come:

  1. Creare dei piccoli momenti di separazione in casa, ignorando i suoi comportamenti insistenti. Dopo che abbiamo sbrigato le nostre questioni allora possiamo tornare a coinvolgerlo in brevi attività insieme, ma dobbiamo deciderlo noi e non lui.
  2. Se ci segue ovunque possiamo chiudere la porta della stanza dove ci troviamo e lasciarlo fuori non dando peso al fatto che il cane si possa lamentare o cercare attenzione. Quando usciamo dalla stanza facciamolo in maniera naturale, senza amplificare il momento del ricongiungimento al fine di dare al cane l’impressione che sia una cosa normale.
  3. Cambiamo stanza e durata dei momenti di distacco, aumentando ogni giorno il periodo di allontanamento. Occupiamoci delle faccende in casa, studiamo, lavoriamo o comunque prodighiamoci in qualche attività reale.
  4. Quando non siamo con lui, lasciamogli dei giochi interattivi o che può mordere per dargli la possibilità di sfogare il proprio momento di stress. Non è detto che il nostro cane sia attratto da questi oggetti, ma proponiamoglielo spesso magari cambiando l’oggetto in questione.
  5. Quando torniamo non dobbiamo essere troppo accondiscendenti, visto che probabilmente ci farà tantissime feste. Facciamolo calmare prima di dargli attenzione.
  6. Se il cane è abituato a stare con diverse persone della famiglia, cerchiamo di creare situazioni di distacco da tutti i membri, in maniera ovviamente graduale (uno per volta in diversi momenti).

Conclusione

Approcciarsi in maniera corretta e graduale, permetterà al nostro amico a 4 zampe di tranquillizzarsi e gestire meglio le situazione in cui è solo. Se siamo noi i primi ad essere agitati, frettolosi o troppo morbosi verso di lui, sicuramente non lo stiamo aiutando, anzi stiamo solo peggiorando la situazione. Qualora la situazione sia più complessa e non gestibile con le nostre forze, allora possiamo metterci in contatto con professionisti esperti che sicuramente sapranno aiutarci nella gestione e nel corretto approccio che dobbiamo avere con il nostro cane.

 

Articolo scritto da Doggys in collaborazione con la psicologa ed educatrice cinofila Veronica Coppola (Verydog).

Per vedere il video potete visitare il nostro canale youtube – link al video

Categorie: Salute

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